In sintesi
- Il timestamp indica un punto calcolato dall'inizio del file. Il timecode fa la stessa cosa ma con un formato fisso, che spesso comprende anche i fotogrammi.
- Nel formato SRT i millisecondi sono separati da una virgola. Il formato VTT usa invece il punto e permette di tralasciare le ore.
- In una trascrizione i tempi possono essere segnati per segmento, per cambio di voce o parola per parola. I tempi sulla singola parola permettono di rifinire i sottotitoli con precisione.
- I tempi generati in automatico sono delle stime. Conviene ricontrollarli con il video davanti e aggiustare quei pochi punti che anticipano o ritardano.
- Se tutti i sottotitoli sono in anticipo o in ritardo della stessa misura, basta spostare in blocco l'intero file. Se invece il ritardo cresce man mano, di solito dipende da un frame rate diverso o da un taglio fatto in montaggio.
Cos'è un timestamp in una trascrizione?
Un timestamp segna il momento in cui inizia una battuta, calcolato dall'inizio del file audio o video. Nelle trascrizioni di solito si trova a fianco di un paragrafo o quando cambia chi parla, scritto in minuti e secondi, oppure in ore, minuti e secondi se la registrazione è lunga.
All'atto pratico serve a tre cose. Ti fa saltare al punto esatto dell'audio per controllare una frase; ti permette di citare un passaggio preciso in una registrazione lunga, per esempio al minuto 41; e ti consente di trasformare il testo in sottotitoli, visto che un sottotitolo è semplicemente una riga di testo con un tempo di inizio e uno di fine.
Che differenza c'è tra timecode e timestamp?
Nel parlato di tutti i giorni i due termini spesso si usano come sinonimi. Nel video, però, il timecode è un modo standard per numerare ogni fotogramma con ore, minuti, secondi e numero di fotogramma, tipo 00:12:30:15. Chi monta lo usa per tenere allineati video, audio e sottotitoli. Il timestamp di una trascrizione invece è meno rigido, perché deve solo indicare un punto nell'audio.
La differenza conta quando passi da un programma all'altro. Un programma di montaggio ragiona in fotogrammi, quindi ha bisogno di sapere il frame rate del progetto. Un file di trascrizione o di sottotitoli conta invece secondi e millisecondi, a prescindere dal frame rate. Quando li metti insieme, è il software di montaggio a convertire un formato nell'altro.
Come si scrivono i tempi nei file SRT e VTT?
Un file SRT è fatto da una serie di blocchi numerati. Ogni blocco ha un numero, una riga con il tempo di inizio e quello di fine separati da una freccia, una o due righe di testo e infine una riga vuota. I tempi sono scritti in ore, minuti, secondi e millisecondi, con la virgola prima dei millisecondi: per esempio 00:01:02,500 seguito da una freccia e da 00:01:05,100.
Un file VTT comincia con la scritta WEBVTT. I tempi seguono lo stesso schema ma usano il punto al posto della virgola, e se le ore sono a zero si possono omettere. Il formato è definito da una specifica W3C e prevede anche opzioni per la posizione e lo stile del testo.1
Se un file di sottotitoli non si apre, la prima cosa da controllare è il separatore dei decimali. Mettere una virgola in un VTT o un punto in un SRT è uno degli errori più comuni. KolWrite esporta tutti e due i formati direttamente dalla trascrizione rivista, ognuno con il suo separatore corretto.
Che differenza c'è tra tempi per segmento e tempi per parola?
I tempi per segmento segnano l'inizio e la fine di una frase intera o di un blocco di sottotitoli. Bastano per i sottotitoli normali e per muoversi dentro una trascrizione. I tempi per parola registrano invece l'inizio e la fine di ogni singola parola: servono per evidenziare le parole man mano che vengono pronunciate, tagliare il video sulla parola esatta e calibrare al millimetro l'entrata dei sottotitoli.
Cosa scegliere dipende da quello che devi fare. Per il resoconto di una riunione bastano i tempi per segmento e i cambi di interlocutore. Chi fa sottotitoli animati o monta video a ritmo serrato lavora meglio con i tempi parola per parola. Gli sviluppatori possono recuperare i tempi per parola, le etichette dei parlanti e i file SRT tramite l'API di KolWrite su console.kolwrite.com.
Se citi una registrazione in un report, metti il timestamp vicino alla citazione tenendo sempre lo stesso formato, ad esempio 00:41:12, e conserva il file originale senza toccarlo. Ricodificare o accorciare una copia può spostare di poco i tempi, e una citazione serve solo se chi legge ritrova esattamente lo stesso punto.
Quanto sono precisi i tempi?
I tempi di una trascrizione automatica sono delle stime. Possono scartare di una frazione di secondo, soprattutto all'inizio di una frase dopo una pausa, quando le voci si parlano sopra o se l'audio è sporco. Per leggere o fare ricerche nel testo non cambia nulla, ma nei sottotitoli anche un minimo ritardo si nota subito.
Riguarda il file facendo andare il video con i sottotitoli attivi. Fai attenzione soprattutto al primo sottotitolo, a quando riprende il parlato dopo un silenzio lungo e ai punti in cui più persone parlano insieme. Ti basta sistemare quelle poche righe fuori posto, senza rimettere mano a tutto il file.
Perché i sottotitoli sono fuori sincro e come li sistemo?
Per prima cosa guarda come si comporta il fuori sincro. Se tutti i sottotitoli anticipano o ritardano esattamente dello stesso tempo, c'è uno scarto fisso: succede per esempio quando il video ha una sigla iniziale che nell'audio non c'era. In questo caso sposta tutti i timestamp di quella stessa durata. Se aggiungi cinque secondi di sigla, porta avanti ogni timestamp di cinque secondi.
Se invece il ritardo aumenta man mano che il video va avanti, o non combacia il frame rate oppure il video è stato rimontato dopo aver fatto la trascrizione. Trascrivi sempre il montaggio definitivo del video, perché tagliare anche solo pochi secondi all'inizio della timeline sposta tutto quello che viene dopo.
Fai sempre una prova con il file corretto direttamente nel player dove lo vedrà il pubblico. Un file di sottotitoli che sembra a tempo nella timeline del programma di montaggio può comportarsi in modo diverso dentro un player web.
Domande frequenti
Servono i timestamp in una trascrizione?
Se devi solo leggere il testo puoi farne a meno, ma sono indispensabili per verificare le citazioni sull'audio, indicare punti precisi in una registrazione lunga e creare i sottotitoli.
Perché il formato SRT usa la virgola nel timestamp?
È previsto dalla specifica SRT: la virgola separa i secondi dai millisecondi. Il formato VTT usa invece il punto, quindi non si possono scambiare i due formati senza prima convertire i separatori.
Posso avere un timestamp per ogni parola?
Sì. I tempi parola per parola sono disponibili in formato JSON tramite l'API di KolWrite, e i sottotitoli a livello di singola parola sono supportati direttamente dentro Premiere Pro e DaVinci Resolve tramite il pannello KolWrite.
Come sposto tutti i sottotitoli dello stesso intervallo di tempo?
Usa un editor di sottotitoli che abbia la funzione di spostamento dei tempi (time-shift), oppure correggi i timestamp in un editor di testo se il file è corto. Prova sempre il risultato sul player video che userai alla fine.
Perché i sottotitoli perdono il sincro verso la fine del video?
Di solito non combacia il frame rate, oppure il video è stato montato dopo che era già stata fatta la trascrizione. Per tenere i tempi allineati, fai la trascrizione sulla versione definitiva del video.