Vai al contenuto
KolWrite Apri KolWrite

Sottotitoli

Sottotitoli impressi o closed captions: come scegliere

Puoi fondere i sottotitoli direttamente nei fotogrammi del video oppure distribuirli come traccia separata. Da questa scelta dipende chi potrà leggerli, come si corregge un refuso e dove sarà possibile riprodurre il video.

KolWrite 7 min di lettura

Finestra di esportazione con scelta del formato, nomi degli interlocutori e indicatori orari.
Un'unica funzione esporta sia la trascrizione sia i sottotitoli.

In sintesi

  • I sottotitoli impressi (detti anche open captions o hardcoded) fanno parte dei fotogrammi del video. Chiunque guarda il video vede lo stesso identico testo e nessuno può disattivarlo.
  • Le closed captions sono un file o una traccia a parte. Lo spettatore può attivarle o disattivarle e, spesso, cambiarne lo stile o la lingua.
  • Sui social i video partono quasi sempre senza audio, quindi i sottotitoli impressi sono perfetti per le clip verticali brevi. Per i video più lunghi e per gli standard di accessibilità sono invece preferibili le closed captions.
  • Per correggere un refuso in un sottotitolo impresso bisogna riesportare l'intero video. Rileggi sempre il testo prima di imprimerlo.
  • La soluzione più sicura è tenere entrambi i formati: un file di sottotitoli pulito per le piattaforme che supportano le tracce e un video con testo impresso per tutte le altre.

Qual è la differenza tra sottotitoli impressi e closed captions?

I sottotitoli impressi vengono renderizzati direttamente dentro i fotogrammi. Una volta esportato il video, il testo non si può più separare dall'immagine, proprio come un logo in un angolo. Si chiamano anche open captions (perché restano sempre visibili) o sottotitoli hardcoded.

Le closed captions viaggiano invece a parte, come traccia o file separato (ad esempio SRT o VTT) che il lettore multimediale sovrappone al video. Chi guarda decide se mostrarle e, su molti player, può cambiare dimensione del carattere, colore o lingua. Si chiamano "chiuse" (closed) proprio perché si possono nascondere.

In inglese i termini caption e subtitle cambiano significato a seconda del Paese. In questa guida, con captions (sottotitoli per non udenti) intendiamo i testi pensati per chi non può sentire l'audio, che quindi riportano sia i dialoghi sia i principali effetti sonori. I sottotitoli veri e propri (subtitles) traducono invece il parlato in un'altra lingua per chi sente l'audio ma non conosce la lingua originale.1

Quale formato conviene usare sui social media?

Nei feed dei social i video brevi partono quasi sempre in automatico e senza audio, e spesso chi li guarda si trova in posti dove non può alzare il volume. I sottotitoli impressi nell'immagine compaiono subito e con la grafica esatta che hai scelto, senza dover sperare che la piattaforma carichi una traccia separata.

Con i sottotitoli impressi decidi tu anche l'aspetto visivo: caratteri grandi, evidenziazione della parola attiva o colori del tuo marchio. Con KolWrite puoi imprimere sottotitoli personalizzati con evidenziazione della parola attiva direttamente nei video verticali in 9:16 per Reels, TikTok e YouTube Shorts.

Fai attenzione a dove posizioni il testo. Ogni app social aggiunge i suoi pulsanti e le descrizioni lungo i bordi dello schermo: tieni i sottotitoli lontani dai margini inferiore e laterali e controlla il risultato finale su uno smartphone.

Cosa cambia per l'accessibilità?

I sottotitoli sono indispensabili per gli spettatori sordi o ipoacusici e fanno comodo a molti altri utenti. Le linee guida internazionali per i contenuti web richiedono i sottotitoli nei video preregistrati con audio. Non obbligano però a usare le closed captions: anche i sottotitoli sempre visibili (open captions) rispettano lo standard, a patto che siano accurati, sincronizzati e facili da leggere.2

Le closed captions hanno comunque dei vantaggi precisi. Chi guarda può ingrandire il testo o cambiarne il colore, le tecnologie assistive possono leggere direttamente il file di testo e a un solo video si possono allegare più lingue. Per lezioni didattiche, comunicazioni aziendali o servizi pubblici, una traccia di closed captions è in genere la scelta più flessibile. Visto che gli obblighi di legge cambiano in base al Paese e al settore, chiedi a uno specialista qualificato in accessibilità quali regole valgono per il tuo lavoro.

Cosa cambia quando devi fare modifiche o correzioni?

Un file di closed captions è semplice testo. Correggere un refuso richiede un minuto: apri il file, correggi la parola e lo ricarichi. Il file video non si tocca.

Un sottotitolo impresso è invece fuso nei pixel del video. Se c'è un refuso, devi correggere il testo, riesportare tutto il video e ricaricarlo da capo. Per questo è fondamentale rileggere tutto prima. Ricontrolla due volte nomi, numeri e qualsiasi riga che mescola più lingue prima di imprimere i sottotitoli.

Dopo aver esportato un video con i sottotitoli impressi, conserva sempre a parte il file dei sottotitoli. Ti servirà come copia master per traduzioni future, per pubblicare su altre piattaforme o se più avanti dovrai rimettere mano al video.

I sottotitoli impressi aiutano con l'ebraico e l'arabo?

Sì, possono aiutare. Quando un testo scritto da destra a sinistra si trova vicino a numeri o parole in inglese, i lettori multimediali standard a volte mettono la punteggiatura nel posto sbagliato. Un sottotitolo impresso viene renderizzato una volta sola durante l'esportazione: l'impaginazione che approvi tu è identica a quella che vedrà ogni spettatore, su qualsiasi dispositivo o player.

Controlla comunque bene l'anteprima, perché qualsiasi difetto grafico in un sottotitolo impresso resterà per sempre in quel file video. Fai particolare attenzione alle righe che finiscono con parole in inglese, che contengono numeri o che vanno a capo su due righe.

Guarda l'anteprima del video sugli schermi che il tuo pubblico usa davvero: uno smartphone tenuto in verticale, un tablet e il monitor di un computer. Assicurati che il testo si legga bene anche sullo schermo più piccolo e che ci sia abbastanza contrasto quando lo sfondo si muove. Di solito basta aggiungere una leggera ombreggiatura o un riquadro semitrasparente dietro il testo per renderlo più leggibile.

Qual è un flusso di lavoro pratico per avere entrambi i formati?

Parti trascrivendo il video e correggendo il testo. Esporta un file SRT o VTT pulito da tenere come copia master e da caricare sulle piattaforme che accettano le tracce di closed captions. Poi imprimi i sottotitoli in una copia del video per i canali dove vuoi avere il pieno controllo grafico, come i feed verticali dei social, o dove non si possono caricare file di sottotitoli separati.

Con KolWrite fai tutto questo partendo da una sola trascrizione: esporti i file SRT e VTT, traduci tra le lingue supportate e imprimi i sottotitoli con il tuo stile direttamente nel video. La trascrizione automatica può commettere errori, quindi rileggi sempre il testo prima di pubblicare una delle due versioni.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra open captions e closed captions?

Le open captions sono impresse direttamente nell'immagine del video e restano sempre visibili. Le closed captions sono una traccia separata che chi guarda può attivare o disattivare.

Gli spettatori possono disattivare i sottotitoli impressi?

No, perché fanno parte dell'immagine del video in modo permanente. Se vuoi che chi guarda possa nasconderli, usa un file di closed captions.

Qual è la soluzione migliore per Instagram e TikTok?

I sottotitoli impressi sono molto adatti ai video verticali brevi, che di solito partono da soli senza audio, e ti lasciano anche personalizzare il font. Riguarda l'anteprima del video su uno smartphone e tieni il testo lontano dai pulsanti dell'app.

Posso correggere un refuso nei sottotitoli impressi?

Solo correggendo il testo e riesportando tutto il video. Rileggi con attenzione prima di imprimere i sottotitoli e tieni sempre una copia del file di sottotitoli separato.

Servono per forza le closed captions per l'accessibilità?

Le linee guida sull'accessibilità richiedono che i sottotitoli siano accurati e sincronizzati, senza imporre un formato di distribuzione specifico. Le closed captions sono però più flessibili per gli strumenti assistivi e per le preferenze di chi guarda; uno specialista in accessibilità può indicarti i requisiti esatti per il tuo caso.

Fonti e approfondimenti

  1. 1W3C Web Accessibility Initiative, Captions/Subtitles
  2. 2W3C, Understanding Success Criterion 1.2.2: Captions (Prerecorded)

Tutte le guide e le ricerche

Continua a leggere

Finestra di esportazione con scelta del formato, nomi degli interlocutori e indicatori orari.

Sottotitoli

Perché i sottotitoli da destra a sinistra si scombinano e come sistemarli

Può capitare che un sottotitolo in ebraico o in arabo abbia tutte le parole al posto giusto, ma a schermo si veda comunque male: il punto finisce sul lato opposto, un numero si capovolge o un nome inglese manda in tilt l'ordine della riga. Il motivo è sempre lo stesso, e si può risolvere.

8 min di lettura

Finestra di esportazione con scelta del formato, nomi degli interlocutori e indicatori orari.

Sottotitoli

SRT o VTT: quale formato di sottotitoli conviene usare?

Sono entrambi file di testo semplice che abbinano le parole ai codici temporali. A prima vista sembrano quasi uguali, ma si comportano in modo diverso nei player web, nella gestione dello stile e nel modo in cui il riproduttore legge il file.

7 min di lettura

Finestra di esportazione con scelta del formato, nomi degli interlocutori e indicatori orari.

Video

Come trasformare un file video in testo e sottotitoli

Un video è fatto per lo più di immagini, ma le parole stanno nell'audio. Bastano pochi passaggi per ricavare da un file MP4 o MOV una trascrizione rivista e i sottotitoli, e un rapido controllo iniziale ti evita quasi tutti gli intoppi.

7 min di lettura