In sintesi
- Partite trascrivendo l'audio in arabo e traducete solo dopo aver corretto il testo. Basta una parola araba sbagliata per ritrovarsi con una frase ebraica che fila liscia ma dice un'altra cosa.
- Decidete subito se il testo ebraico deve rendere il dialetto e il tono del parlato o se è meglio usare uno stile scritto neutro. Una volta scelto, mantenetelo fino in fondo.
- Per scrivere i nomi arabi in caratteri ebraici non c'è una regola unica. Scegliete una grafia per ogni persona e usate sempre quella.
- Controllate uno per uno numeri, mesi e date, perché l'arabo scritto usa più sistemi diversi.
- Prendete il testo in ebraico come una bozza. Per i materiali ufficiali, legali o medici serve un traduttore umano qualificato.
Qual è l'ordine giusto dei passaggi?
I passaggi sono quattro: trascrivere l'arabo, correggere la trascrizione, tradurre e infine rivedere l'ebraico. Tanti saltano la correzione del testo arabo, eppure è proprio lì che è più facile accorgersi degli errori, perché basta confrontare quello che si legge con l'audio senza cambiare lingua.
Su KolWrite potete caricare la registrazione, controllare la trascrizione in arabo con i nomi di chi parla e i codici temporali, sistemare eventuali nomi e cifre e poi tradurre il testo corretto in ebraico. KolWrite traduce tra le lingue supportate lasciando al loro posto i codici temporali e le etichette dei parlanti, così potete esportare l'ebraico già pronto come documento o come file di sottotitoli.
Il dialetto cambia la traduzione?
Sì. Quando si parla in arabo si usa quasi sempre un dialetto, più che l'arabo standard moderno, e le parole locali possono essere oscure per chi viene da un'altra zona. La stessa cosa si dice in modo diverso in Galilea, al Cairo o nel Golfo. Prima di tradurre, leggete tutta la trascrizione araba e segnate i termini dubbi. Se non parlate quel dialetto, chiedete a qualcuno che lo conosce.
Poi decidete quale registro usare in ebraico. Per tradurre fedelmente una chiacchierata informale potete usare l'ebraico di tutti i giorni, ma per una relazione, il verbale di una riunione o dei sottotitoli destinati a un pubblico generale di solito serve un registro neutro. Una traduzione troppo colloquiale può suonare irrispettosa; una troppo formale può sembrare rigida e distante. Fissate lo stile all'inizio e lasciate una nota per chi dovrà rivedere il file.
Come si scrivono in ebraico i nomi arabi di persone e luoghi?
In arabo ci sono suoni che non hanno una lettera corrispondente in ebraico, come le consonanti faringali ed enfatiche. Chi scrive in ebraico usa delle convenzioni, per esempio aggiunge il segno geresh per rendere il suono iniziale di un nome come Jamal, ma non tutti fanno allo stesso modo. Lo stesso nome si può scrivere in più modi, tutti validi.
Scegliete una sola grafia per ogni persona, ente o luogo. Se il testo va pubblicato, chiedete ai diretti interessati come scrivono il proprio nome in ebraico. Se invece si tratta di documenti ufficiali, copiate il nome tale e quale dai documenti d'identità. Scrivere i nomi sempre allo stesso modo permette di cercarli facilmente nel testo ed evita che una persona sembri sdoppiarsi.
Come ci si regola con numeri, mesi e date?
Un testo arabo può avere le cifre occidentali o quelle arabo-orientali, e a volte in una trascrizione capitano tutte e due. In ebraico si usano le cifre occidentali. Portate tutti i numeri allo stesso sistema e ricontrollateli uno per uno riascoltando l'audio. Fate molta attenzione alle cifre alte e ai decimali: basta una virgola o un punto al posto sbagliato per moltiplicare o dividere un numero per mille.
Anche i nomi dei mesi cambiano da zona a zona. Nel Levante i mesi del calendario gregoriano hanno nomi diversi da quelli internazionali, mentre in Egitto e in Nordafrica si usano nomi che somigliano a quelli internazionali. Chi parla, poi, può citare date del calendario ebraico o di quello islamico (Hijri). Scrivete tutte le date in un unico formato chiaro e, quando conta, specificate a quale calendario si riferiscono.
Quali sono i rischi tra due lingue così vicine?
Quando due lingue si somigliano è facile fidarsi troppo. Tante parole hanno la stessa radice e un suono simile, ma col tempo hanno preso significati diversi. Se ci si ferma alle apparenze, si rischia di usare una parola che in ebraico suona benissimo ma vuol dire un'altra cosa. Quando una traduzione vi sembra troppo scontata, controllate sempre cosa significa davvero in quel contesto.
Ci vuole cautela anche con le formule di cortesia, le espressioni religiose e i proverbi. Un saluto o un augurio comune in arabo può non avere un corrispettivo neutro in ebraico, e tradurlo parola per parola può cambiarne il tono. In base a ciò che serve a chi leggerà il testo, decidete se tradurre l'espressione, lasciarla traslitterata con una breve nota o ometterla.
Anche il genere e il numero seguono regole diverse nelle due lingue, soprattutto quando ci si rivolge direttamente a qualcuno. Controllate bene le frasi nei punti in cui dall'audio si capisce chiaramente chi parla e con chi.
Come si rivede il testo ebraico prima di usarlo?
Fate rileggere il testo a una persona bilingue che confronti l'ebraico con la trascrizione araba e controlli alcune righe a campione direttamente sull'audio. Chi rivede il testo deve verificare che non sia stato saltato o aggiunto nulla e che nomi, numeri e date tornino tutti. Tenete la trascrizione araba a fianco di quella ebraica, così se una frase non convince si può risalire subito all'originale.
Se dovete fare dei sottotitoli, accorciate il testo in ebraico perché stia sullo schermo ed esportate un file SRT o VTT, oppure imprimeteli direttamente nel video. Per materiali ufficiali, legali, medici o contrattuali, fate preparare la versione definitiva a un traduttore umano qualificato, perché il testo automatico può contenere errori.
Mentre lavorate, prendete nota delle scelte fatte: come avete scritto ogni nome, il registro scelto per l'ebraico e come vi siete regolati con saluti e auguri. Bastano pochi appunti di stile per mantenere la stessa linea nelle registrazioni successive o per permettere a un secondo revisore di seguire le stesse regole.
Domande frequenti
KolWrite può tradurre un audio dall'arabo all'ebraico?
Sì. KolWrite trascrive l'audio in arabo e lo traduce nelle lingue supportate, compreso l'ebraico, conservando i nomi dei parlanti e i codici temporali. Rileggete sempre il testo prima di condividerlo.
Conviene correggere la trascrizione in arabo prima di tradurre?
Sì. Sistemare il testo di partenza è il modo più semplice per togliere gli errori ed evitare che finiscano nella traduzione in ebraico.
I dialetti vengono tradotti bene?
Dipende dal dialetto, da come parla la persona e dalla qualità della registrazione. Segnate le parole che non conoscete, fatele controllare a qualcuno che parla quel dialetto e scegliete il registro giusto in ebraico.
Come si scrivono i nomi arabi in ebraico?
Non c'è un'unica regola. Scegliete una grafia per ogni persona, meglio se quella che usa l'interessato stesso, e mantenetela in tutto il documento.
Posso creare sottotitoli in ebraico per un video in arabo?
Sì. Traducete la trascrizione dopo averla corretta ed esportate un file SRT o VTT, oppure imprimete i sottotitoli in ebraico direttamente nel video.
